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    utente anonimo at |

    Ferrara, fa il “gatto morto”, gira attorno all’errore ed – ignorandolo – è destinato, come tanti, a ricommetterlo.

    La guerra “vera” nel 2003 è stata fatta, eccome, ma è stata fatta “male”.

    L’elettorato USA ha picchiato in testa a Bush e soci nelle recenti mid-term elections, tra i vari motivi (di cui l’Iraq non è il più importante…), non perché gli americani si sono riscoperti pacifisti, perché sono bertinottinamente contrari alla Guerra, ma perché sono stati tirati nel cesso centinaia di miliardi di dollari senza ottenere risultati, anzi venendosi gli USA a trovare molto, ma molto, peggio di prima (manco sotto Jimmy Carter gli USA erano tanto azzoppati in politica estera).

    Ed il motivo principale per cui la guerra del 2003 si è risolta in un colossale disastro è proprio quello della lisergica equiparazione neo-con Saddam=Hitler, Baghdad liberata 2003=Roma liberata nel 1944, etc., insomma Democracy Export e Regime Change, caos creatore democratizzante, semplificazione estrema del contesto, Idea democratizzante in lotta con l’empirismo, ignoranza completa del sentire mediorientale (tra cui la completa sottovalutazione del viscerale antiamericanismo da quelle parti) e di ciò che sarebbe stato necessario per il Nation Building iracheno (Rummy che manda la metà dei soldati necessari contando su una blitzkrieg alla Guderian e su di una taumaturgica sollevazione spontanea del popolo iracheno, su di una Democrazia autogermogliante; per non dire della rovinosa trovata di sciogliere dall’oggi al domani l’esercito e l’apparato burocratico iracheni in nome della debaathificazione, etc.).

    Ora che la guerra toccherebbe farla *davvero*, ad una *vera* minaccia (l’Iran), gli USA non sanno che pesci prendere.

    Ferrara, come quelli del Weekly Standard, come Cheney e Rummy, come gran parte della Right Nation, ha preso una solenne cantonata.

    Parli d’altro o, meglio, parli di cosa è andato storto e di come si sarebbe potuto e dovuto procedere. Quello che dice sul M.O. oggi non serve, non funziona, Ferrara lasci perdere.

    Non dico che non sarebbe stato bello un Iraq moderno e democratico, ma è andata come andata e sembra che nessuno abbia delle colpe per cui *pagare*.

    Mò dicono che l’unica alternativa sarebbe parlare con Iran e Siria, che non hanno alcuna intenzione di stare a sentire e si stanno ingoiando Iraq e Libano. Insomma, si brancola nel buio.

    Il fatto che oggi non esista un Piano B non vuol dire affatto che si debba tenere duro sulla logica sottesa a quello A, che ha malamente floppato…

    weird (?)

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    utente anonimo at |

    si, infatti…non si capisce di che parli Ferrara. La guerra e’ stata fatta! SOlo che e’ stata fatta allo Stato sbagliato e nel modo sbagliato. Persino Rumsfleld ne ha ormai preso atto, e gli americani…

    lettura consigliata:

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/411#body

    antonio

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    Silendo at |

    No, Antonio, permettimi ma non sono d’accordo con te quando dici che Rumsfeld ha preso atto.

    Non mi pare proprio, anzi…

    Riguardo alla guerra, credo che si stia dicendo tutti la stessa cosa, solo che in ciascuno di noi (Ferrara compreso) opera la simpatia/antipatia per l’Amministrazione Bush.

    Anche Ferrara, ad esempio, sostiene che la guerra è stata fatta male. Ed anche lui, come Weird (se non erro), sostiene che è stata fatta male perchè troppo “leggera” 😉

    Solo che Ferrara approva la visione strategica di Bush. Weird ed Antonio no. Sbaglio ? :)

    Una cosa però è fondamentale sottolineare: l’Europa è ampiamente debellicizzata. Dalla Seconda Guerra Mondiale non è più in grado di “pensare” la guerra (figurarsi il “farla”). E questo è molto grave. Ferrara lo dice chiaramente ma è una verità lapalissiana che qualunque sociologo/storico o esperto di strategia riconosce da 30 anni.

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    utente anonimo at |

    “Ed anche lui, come Weird (se non erro), sostiene che è stata fatta male perchè troppo ‘leggera’”

    Giusto, ci volevano almeno 100.000 uomini in più, da subito, che erano quelli che il Pentagono aveva chiesto, salvo venire zittito dalle farneticazioni di Rummy su “light/rapid force”, blitzkrieg, shock and awe, democrazia autogermogliante, etc.

    Ferrara, comunque, sembra sbagliare: quei 100.000 uomini in più non servivano per tirare più bombe, ma per prendere da subito il controllo del territorio ed esercitare un immediato e diffuso peace keeping/enforcement nelle aree calde del Paese, in stretto coordiamento con le iniziative civili di rebuilding.

    “Solo che Ferrara approva la visione strategica di Bush. Weird ed Antonio no. Sbaglio ?”

    No, non sbagli. Kissingeriano/pragmatico/realista sono io :-)

    I motivi per i quali non sopporto comunismi e fascismi sono gli stessi che mi portano a diffidare dei neo-con e i generale delal dottrina del Democracy Export: temo le ideologie, gli ideologismi, perchè travisano la realtà, con conseguenze disastrose, tragiche.

    Come dico sempre, c’è qualcosa di peggio (molto peggio) del fare la guerra, ed è farla male/inutilmente!

    Non sono un pacifista. Dico solo che la Guerra è una cosa assai seria e che chi la fa, sbagliando malamente, deve pagare per quello che ha fatto, o almeno deve stare zitto…

    weird (?)

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    Silendo at |

    Come avevo capito… apparteniamo alla stessa famiglia 😉

    Siamo tutti realisti.

    Permettimi però una considerazione: anche Ferrara lo è :) anche se apparentemente può sembrare diverso.

    Non ho mai creduto per un attimo che l’Amministrazione Bush volesse esportare la democrazia così come descritto molte volte da pseudo-esperti nostrani.

    La visione strategica di Bush è molto semplice (e realista): ci troviamo in un momento culminante delle relazioni internazionali e del balance of power mondiale! Adesso, noi americani, siamo in evidente superiorità, militare ed economica. Dobbiamo approfittare per consolidarla.

    Consolidarla vuol dire installare regimi a noi favorevoli in aree strategiche (tra cui l’Iraq)… ma di certo non in ogni dove.

    Regimi che devono essere più “aperti” di quelli esistenti ma non democratici american-style.

    Consolidarla vuol dire aprire mercati e quindi ampliare la c.d. “Globalizzazione” di cui noi Stati Uniti siamo il perno centrale e che, per noi, è un moltiplicatore di forza.

    Consolidarla vuol dire limitare la capacità d’azione di Stati (e Non-Stati) avversari o potenzialmente nemici (vedi Iran, al Qaeda, ma anche e soprattutto Cina ed in parte Russia!). E così via.

    E’ questa la visione strategica, l’impianto di base su cui si è inserita la guerra all’Iraq e la relativa invasione.

    Io personalmente concordo in pieno con tale visione. Non perchè sia un “americano” (sono italiano e per quanto mi riguarda tutto il mondo, in teoria, potrebbe bruciare all’inferno se cioè fosse utile alla mia Patria!), bensì perchè una tale visione è assolutamente realista ma di un realismo visionario tipico dei momenti di svolta (per l’appunto come questo che stiamo vivendo) delle relazioni internazionali.

    L’applicazione è stata, in parte (e lo sottolineo), fallimentare. Ma è tipico di qualunque strategia poichè l’ implementazione non è mai quella prevista in teoria.

    Mi dispiace che la rigidità di qualche uomo all’interno dell’Amministrazione Bush non abbia permesso, all’interno di questa visione strategica, di cogliere quel successo che è stato, in un paio di momenti, dietro l’angolo.

    Ero e sono convinto ancor di più adesso che la strada giusta sia quella intrapresa da questa Amministrazione ma non ho mai negato (e non nego adesso) che la Grand Strategy statunitense abbia punti di difficile sostenibilità. Di sicuro, anzi, di impossibile sostenibilità dai soli USA.

    Ma una visione non è una tattica. Indica una direzione di marcia, non ogni piccolo passo da fare. L’Amministrazione Bush, secondo me, ha indicato bene la strada ma ha fallito tatticamente.

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    utente anonimo at |

    E invece, a mio avviso, e’ proprio la strategia di fondo ad essere del tutto sbagliata. 100,000 uomini in piu’ avrebbero forse contenuto la violenza e frenato la guerra civile in Iraq. Ma per quanto? Non per molto, temo. La presenza americana nella regione lungi dall’essere deterrente contro i terroristi non ha fatto altro che alimentare la violenza e l’odio antioccidentale.

    Finora tutte le previsioni dei neo-con sono andate ” a sballoni”, come si dice dalle mie parti. Molto difficile dimostrare se per errori di attuazione (come sostiene silendo) o per errori piu’ a monte di impostazione della lotta al terrore (come pare a me). Cio’ e’ poco importante, a questo punto. L’unica cosa che e’ certa e’ che la responsabilita’ e’ di chi ha deciso finora, Bush & neo-con(m)pany. Il Congresso USA ha cambiato colore, e Bush e’ costretto ad essere molto piu’ umile e mansueto. Purtroppo non si avra’ un nuovo presidente (personalmente spero in McCain) fino al 2008. nel frattempo, l’iraq e’ in preda al caos, e la priorita’ adesso mi sembra sia nell’evitare che la crisi ci scappi di mano e si espanda agli Stati confinanti. Le cose sono talmente messe male che l’Iraq Study Group raccomanda di coinvolgere GLI STATI CANAGLIA Iran e Siria. Wow things are really fucked up!

    antonio

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    Silendo at |

    Vorrei poter dire che ciascuno ha le proprie opinioni (cosa verissima, intendiamoci), ma ci sono alcuni errori (sempre con estrema modestia) in quello che dici.

    Prima cosa: la presenza americana aumenta violenza ed odio ? Aumenta il terrorismo ? Su quali dati ti basi ?

    La presenza americana in Iraq ha fatto esplodere una guerra etnica, che è una cosa, di certo non ha aumentato la virulenza del terrorismo (se per terrorismo intendiamo i gruppi estremisti alla Al Qaeda). Ricordo che tra le cose positive in Iraq c’è la stato il ridimensionamento (a dir poco…) di Al Qaeda e soci.

    In Iraq si usa il terrorismo come strumento di lotte di potere etnico-politiche. E’ una cosa moooooolto diversa da Bin Laden.

    Aumenta la violenza e l’odio antioccidentale ? Ecco questa è una cosa sulla quale non concordo dato che quelle aree le bazzicavo già da qualche tempo prima dell’attacco USA all’Iraq 😉 Non è aumentato niente. E’ semplicemente emerso ciò che di latente o occultato c’era da decenni. Il mito dell’arabo pacifico se non viene importunato è una bella figura retorica e niente di più (e lo dico con grande rispetto per una cultura che amo). Ricordo, inoltre, che in Libano nell’83 ci furono centinaia di morti francesi e americani nell’ambito di una missione di pace e che in Somalia si sparava sull’ONU nel 1994. In nessun caso si trattava di presenze importune o di aggressioni. Invece a Falluja, qualche settimana dopo la vittoria USA, gli occidentali potevano camminare in assoluta tranquillità e al massimo rischiavano di vedersi offrire un caffè. Non se mi spiego ?

    In quelle zone conta molto la forza e la percezione della forza. Se vieni percepito forte tutti chinano la testa, se ti percepiscono debole sono guai e gli USA hanno permesso che si diffondesse la percezione di debolezza.

    Le previsioni neo-con a “sballoni” ?? :)

    Insisto nel dire che l’unica strategia neo-con era: dobbiamo approfittare del momento di forza per conquistare posizioni strategiche in Medio-Oriente e da lì disarticolare una determinata struttura di potere che, se lasciata crescere, ci porterà danni. Non esistono altre previsioni neo-con se non nella testa di qualche giornalista nostrano che non sa distinguere un neo-con da un falco repubblicano come Rumsfeld 😉

    Non solo, ma la suesposta strategia non è minimamente messa in discussione e, dirò di più, è stata fatta propria anche dai Democratici (ed in parte già lo era).

    Insomma Antonio, non confondiamoci: negli States si discute su come “implementare” la strategia di cui sopra e non se fosse o meno giusta. Il Rapporto Baker, il Congresso eccetera, sono solo momenti tattici (in vista del prossimo scontro per la Casa Bianca) e non l’inizio di una nuova linea strategica.

    Se non ti fidi ci rivediamo qui fra due anni e mezzo 😉

    Concordo in pieno, invece, quando sottolinei che bisogna evitare la cosa più pericolosa: il vuoto di potere dovuto alle contingenze politiche di Washington. Si deve evitare che la crisi si espanda a tutta l’area…. proprio come vorrebbero Siria ed Iran 😉

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    Zabetta at |

    Ohhhhhhhhhhhh, ma quanto scrivi??? Non hai proprio niente niente da fare, eh! :O

    Dovresti trovarti una fidanzata, anzi, come si dice dalle tue parti, una ZITA, così almeno puoi passare un po’ il tempo 😉

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  9. avatar
    Silendo at |

    Povero me allora… !!!

    Meglio solo che male accompagnato !

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