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    utente anonimo at |

    ciao Silendo, ottimo sito ricchissimo di informazioni! una domanda a proposito dello sbarco italiano in Libano. Mario Sechi nel suo blog lo ha definito come un ridicolo e costoso spot promozionale. Sei d’accordo? Se si, chi secondo te ne e’ responsabile, i militari o i politici? grazie!

    Antonio

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    Silendo at |

    Grazie per i complimenti. Mi dispiace che in questi ultimi giorni, per motivi personali, non abbia potuto aggiornarlo come dovuto.

    Riguardo allo sbarco, beh indubbiamente, in caso di una sovraesposizione mediatica ne sarebbe responsabile il vertice politico: Presidente del Consiglio e Ministro della Difesa.

    Onestamente non ho letto l’articolo di Mario Sechi (col quale, premetto, difficilmente mi trovo in disaccordo) ma sono del parere che qualunque Governo avrebbe assicurato una copertura mediatica come quella.

    Se poi si parla di un Governo che sta cercando di acquisire una visibilità internazionale ed ha problemi di coesione interna…

    Il problema è che non è ben chiara la strategia “regionale” che il nostro Governo segue rispetto a quell’area.

    Magari c’è, intendiamoci, ma non si capisce quale sia.

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    utente anonimo at |

    Grazie!

    Ho visto che sei intervenuto sul blog di mario sechi. Allora? Cosa pensi di cio’ che ha scritto sulla missione italiana in libano? C’era davvero bisogno di portare i nostri soldati in nave o si potevano usare i c130?

    antonio

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    Silendo at |

    Premesso che non ho letto il disegno di legge (con relativa relazione tecnica) su cui si basa l’analisi di Mario Sechi.

    Una lettura attenta è fondamentale per poter dare un parere informato.

    Posso dire però quello che avviene in genere in spedizioni oltremare. In genere si usa un misto di vettori aerei e navali.

    Gli aerei in genere fanno sbarcare gli uomini (il grosso delle truppe) e le navi portano i materiali (mezzi pesanti soprattutto).

    Non so come mai in questo caso si è preferito fare uso dei soli vettori navali. Mi sembra di capire che Mario (uso il “tu” senza il suo permesso) motivi la cosa con la volontà di imbastire una coreografia ad uso e consumo dei Media. Su questo punto però ho un’idea diversa.

    Secondo me si è preferito fare uso dei mezzi navali per due motivi, diciamo così, tecnici: 1) testare la Brigata anfibia e le sue capacità logistiche di proiezione nel teatro operativo 2) evitare di dover far percorrere agli uomini (inviati in aereo) un lungo tragitto su strada da Beirut al sud del Paese (luogo di impiego delle truppe). Tra l’altro, comunque, con mezzi terrestri (blindati, VCC eccetera) che dovevano essere trasportati via mare.

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