5 Responses

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    2twins at |

    il nome sembra essere quello di Amato. :)

    saluti, aa.

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    utente anonimo at |

    Magari fosse stato scelto Amato… !!!

    Purtroppo c’è toccato il peggio…

    Silendo

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    Eule at |

    Ho ripescato un tuo post del 3 novembre 2005 sul Niger-gate … era un’intervista a Cossiga. Considerando i legami di amicizia che Parisi ha con alti esponenti delle FFAA non mi stupisco più di tanto del perchè si sia/lo abbiano messo alla Difesa. Dal tono, però, mi sembri seriamente “preoccupato”. Mi potresti aprire gli occhi?

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    utente anonimo at |

    Mi “preoccupo” piu’ che altro per la riforma dei Servizi ed il loro conseguente assetto.

    Se dovesse passare la linea “militare”, avremmo un ritorno al passato. Con i Servizi sotto pieno ed esclusivo controllo militare.

    Chiaramente non ho nulla contro i militari 😉 anzi… il problema è che all’interno delle FFAA, ma piu’ in generale all’interno della Pubblica Amministrazione, mancano molte risorse indispensabili per una efficace gestione dell’intelligence.

    Inoltre, i militari sembrano, come dice Cossiga, piu’ interessati ad analisi di tipo strategico-militare che non a questioni di tipo strategico-politico e/o al terrorismo, al crimine eccetera.

    Tutte cose, queste ultime, che costituiscono una gran parte della minaccia alla sicurezza del Paese.

    Silendo

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    Eule at |

    Sto cercando di mettere su “carta” i miei pensieri su un’eventuale riforma, il controllo militare, le nuove esigenze per ampliare le capacità che al momento non sono disponibili nella PA e il controllo politico degli organi informativi. Ma non è facile.

    Primo: pensi che P. non abbia “manico” a sufficienza per aiutare chi deve decidere a decidere bene?

    Secondo: a me pare che ai militari potrebbe bastare quello che già hanno. La struttura, di fatto, c’è ma occorre fornirle un quadro di garanzia legislativa, nuove procedure e limiti imposti dal sistema di controllo politico (che potrebbe risiedere a livello del MoD). Per quanto riguarda i Servizi (807 docet) estrapolare tutto quello che è “tecnico militare” e darlo ai militari e re-indirizzare il resto (uno unico, due separati?? bah, poco importa nella mia ottica, ma penso che a livello di spartizione dei poteri siano cose che giocano un ruolo importante). In sintesi toccherebbe ridefinire chi fa cosa e a che livello, garantendo, al contempo, la coordinazione e la diffusione delle notizie (non dell’intelligence) agli altri aventi causa. Così facendo i militari avrebbero uno strumento adatto a valutare la situazione strategica dal punto di vista tecnico-militare e gli altri (altro) servizi potrebbero concentrarsi sugli aspetti di strategia globale (politico-economica-sociale e chi + ne ha + ne metta) e sicurezza interna (dalla difesa delle libere istituzioni alla minaccia terroristica passando per la criminalità organizzata). Volendo fare le parrocchie e parrocchiette direi difesa-esteri-interno, ma penso che sarebbe meglio unificare il tutto e creare tre “dipartimenti” sotto un’unica cappella civile (ANS???). Sono convinto che se si trovano tutti i vertici con i mansionari alla mano trovano aree di sovrapposizione e aree attualmente lasciate inesplorate (non sono molto fiducioso sulle capacità di coordinamento del CESIS).

    Terzo: ma i politici saprebbero poi utilizzare uno strumento così o avrebbero solo paura di deviazioni, destabilizzazioni e simili argomenti? Quanti al di là dei pochi indicati da Cossiga hanno mai utilizzato efficacemente una leva del genere per il bene del Paese?

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