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    Eule at |

    Non è una novità.

    Vorrei dire tante cose sul perchè e percome, ma temo che offenderei la suscettibilità di troppi e rischierei di passare per cinico. Mi dispiace per i militari dell’Arma caduti, ma …

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    AllegraBrigata at |

    Cosa intendi? :)

    Roberto

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    Zabetta at |

    Ciao Robertino :)

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    AllegraBrigata at |

    Ciao Zabetta R.

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    Eule at |

    Premessa: non voglio sembrare quello che pontifica, ma voglio solo fare una critica costruttiva.

    Mi sembra che ci siano diverse cose che non funzionano … e temo che continueranno a non funzionare.

    Partiamo dall’attentato del 2003? Due domande a cui non rispondo! Come mai tutto il contingente era fuori città e solo MSU era in città? Come erano le misure di sicurezza passiva del compound?

    Passiamo a Callipari? Come sono state prese le misure di coordinamento con gli americani? Badate bene: io NON lo so. Mi baso sui risultati finali. Arriviamo all’ultimo evento? L’itinerario, lo dice il giornalista citando le informative, era stato ricognito dai terroristi. Ergo i terroristi sapevano che di là sarebbe passato il convoglio, ergo il convoglio faceva sempre la stessa strada! Il che mi sembra poco raccomandabile …

    ma che ci volete fare, è semplice pontificare stando a migliaia di km di distanza ….

    Anyway. Le professionalità, come avete detto giustamente voi in un altro post, NON SI INVENTANO! Se io ho delle capacità professionali, non è detto che queste siano quelle richieste per fare un tipo di lavoro diverso da quello che svolgo tutti i giorni. A questo punto “la domanda” è: come sono stato addestrato per svolgere la missione? E non ditemi: “eh, ma era già stato in … e in … e in …” a giustificazione. Perchè ogni “in” ha le sue peculiarità. La domanda rimane. Addestramento? durata? grado di realismo? indottrinamento preventivo sulla minaccia? Amalgama del personale? E questo prima di partire. Una volta in teatro, poi, si scatenano altre 1000 domande …

    Ultima considerazione (e qui mi tiro addosso tutte le ire del globo, ma ce l’ho proprio sul gargarozzo che mi va su e giù): tre esempi, tre volte con in mezzo CC. Gli incidenti capitano a tutti … ma …

    Mi ripeto. Sono vivamente addolorato per la morte dei nostri militari, ma mi domando se non si poteva fare qualcosa di più per evitare un incidente simile.

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    AllegraBrigata at |

    Non devi temere di suscitare risentimento perchè, come forse avrai capito, tutti (tranne il padrone di casa, che pur vanta un passato militare di tutto rispetto) siamo militari, carabinieri soprattutto.

    Gli interrogativi che sollevi sono tutti seri.

    Il primo attentato in Iraq: la base era troppo esposta e poco protetta.

    Per scelta, sbagliata, dei vertici e del comandante della missione che difatti, senza clamore, venne subito sostituito.

    Calipari: il coordinamento c’era, ma durante lo svolgersi dell’operazione il team dovette cambiare percorso senza poterlo comunicare.

    Il recente agguato: i percorsi e gli orari venivano cambiati in continuazione, ma l’ultimo tratto era obbligatorio e privo di alternative.

    La protezione dei mezzi è quella giusta. Un proiettile autoforgiante attraverso senza problemi una blindatura ben più consistente di quella del VM90.

    Bisognerebbe far riferimento a mezzi corazzati e non è possibile.

    Più in generale l’addestramento del personale all’estero: questo è un tasto dolens per la mia Forza Armata, l’Arma. Il personale dell’Arma è addestrato ad operare in scenari permissivi o semi-permissivi.

    Insomma, tranne il Tuscania, sono (siamo) polizia militare. L’addestramento a vere e proprie battaglie è inesistente. Scontri a fuoco, scaramuccie ok, ma non altro.

    Non è un punto di debolezza se si adopera lo strumento per un dato fine, appunto compiti di polizia militare ed ordine pubblico.

    Diventa un punto di debolezza quando si cerca di far svolgere alla nostra Forza Armata compiti che non le competono.

    Roberto

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    Eule at |

    Sulla provenienza vostra non avevo molti dubbi, dovevo solo dare un colore ad un vestito. In fin dei conti siete sempre i soliti che vi scrivete … quanto al padrone di casa nessun dubbio.

    Come detto, i dettagli degli scorsi eventi non li conosco e, ad essere sinceri fino in fondo, non mi interessano più di tanto. In finale la domanda è sempre la stessa: ” Il Comando Generale cosa vuole fare?” non c’è cosa che non faccia, buco lasciato libero in cui non si butti. Ma, come diceva qualcuno di mia conoscenza “si fa presto a fare i froci col culo degli altri!”. il personale, che è la risorsa più importante , dovrebbe essere tutelato meglio. Bisognerebbe avere il coraggio di dire “no” quando occorre … a dire sempre sì non c’è tempo materiale per addestrare opportunamente la gente …. ma ho straparlato abbastanza!

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    Silendo at |

    Non stai straparlando. Le Forze Armate sono di tutti, così come tutti noi cittadini le paghiamo.

    E’ fondamentale diffondere conoscenza e consapevolezza sull’uso che i vertici, politici e militari, fanno delle stesse.

    Rispondo io alla tua ultima affermazione. Il Comando Generale dopo l’elevazione dell’Arma a rango di (quasi) Forza Armata si trova, in un certo senso, in un cul de sac.

    Non può non “competere” con le altre FFAA per le missioni all’estero. Se così non facesse qualcuno potrebbe dire (a ben donde): “Ma che Forza Armata è se non impiega i propri uomini in missioni oltremare?”.

    E’ chiaro. Deve partecipare alle missioni per giustificare la propria esistenza come Forza Armata autonoma.

    Il problema è che il 90% del suo bilancio deriva dalla “Funzione Sicurezza”, con tutto ciò che ne deriva in quanto ad addestramento, mezzi eccetera.

    Ma il problema vero è a monte.

    Hai mai letto il Concetto Strategico del Capo di SMD ? O l’ultimo “Libro Bianco” ?

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    Eule at |

    In quale parte … o, se preferisci, cosa intendi dire?

    Quanto alla competizione, mi trovi parzialmente concorde. Non uso la carta vetrata dove devo smussare con la raspa. Per ogni lavoro, c’è bisogno dell’attrezzo giusto.

    Ognuno è un attrezzo. Il buon falegname sa quando usare uno, l’altro, o una combinazione di attrezzi. Gli attrezzi devono andare fieri delle loro peculiarità, consci del proprio compito. Sapendo suggerire al falegname cosa sarebbe meglio usare o magari indicando quando usarlo. Magari prima smusso e poi, quando il pezzo è quasi pronto, lo levigo per benino …. (scusa la rozzezza dell’esempio) Non c’è sentimento di inferiorità perchè la Legge ha dato “pari” dignità a tutti gli attrezzi. Temo, piuttosto, che se il Comando Generale continua ad insistere con la filosofia che hai esposto, prima o poi qualcuno gli dirà davvero che il “rango” di Forza Armata non gli si confà. Inoltre, mi viene da pensare che sia una eccessiva sete di visibilità (fine a sè stessa o a vanagloria) che ha portato a decisioni poco felici da parte di alcuni vertici.

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  10. avatar
    Silendo at |

    Intendo dire che certe divisioni dei ruoli avvengono in ambito politico.

    Insomma, ci vuole un Ministro tonico, che conosca bene la struttura che comanda e che sappia imporre la propria visione.

    Martino, che personalmente stimo (anche, in parte, per una certa “fratellanza”: città vicine, stessa laurea conseguita presso la stessa Università, stessa specializzazione conseguita presso lo stesso centro…), non s’è dimostrato all’altezza di questo specifico compito.

    Riguardo alla visibilità, sì credo conti indubbiamente e l’Arma è bravissima da questo punto di vista. Ma tutto sommato credo che la questione riguardi il c.d. “comportamento burocratico”.

    Ogni burocrazia, se lasciata a se stessa, tende ad aumentare le proprie competenze ed i propri organici.

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